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Nel 1129, la nobile famiglia Luna donò
un magazzino sito nel quartiere San Pietro con lo scopo di
accogliere i pellegrini poveri e malati sotto gli auspici di
Sant’Antonio abate, protettore dei naviganti. L’hospitale
divenne sempre più importante con il fiorire della città
tant’è che, nel 1339, re Martino lo fece aggregare a quello
di Santo Stefano di Vienne, in Francia. Nello stesso periodo
(1303), una colonia di Catalani fondò un proprio ospedale,
di breve durata, al quale fu dato il nome di Sant’Angelo, in
prossimità della chiesa di S. Sofia.
L’Ospedale dei Pellegrini e dei
Convalescenti “S. Antonio Abate” nel 1455 fu trasferito dal
rione San Pietro, lontano dalla parte commerciale della
città, nell’edificio sito nell’odierna piazza Lucatelli.
L’ospedale (40 posti letto nel ‘700), vicino al mare ed al
porto, fu costruito dalla Compagnia di S. Antonio che si
occupava di assistenza agli ammalati. Nel 1588 fu affidato
per breve tempo (otto anni) ai Fatebenefratelli di San
Giovanni di Dio. Nei primi anni del XVII secolo l’ospedale
venne riaffidato per ignote ragioni alla Compagnia di S.
Antonio. Nel XVII secolo l’edificio fu ampliato grazie ad un
lascito del capitano Lazzaro Lucatelli (aggiunta del piano
superiore nel 1628) e ad esso conferita un’impronta barocca.
In una nicchia, tra le volute del timpano sovrastante il
balcone, è collocato un suo busto. |

Ex ospedale "S. Antonio Abate"
- facciata |
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Nel 1742 Giovanni Biagio Amico progettò
l'ampliamento del fabbricato e nel 1758 Paolo Rizzo e
Vincenzo Liotta diedero alla facciata l'attuale aspetto
(foto). Ha un ampissimo balcone centrale (foto). Nel ‘700 vi
era annesso il Conservatorio dei proietti. E’ di proprietà
dell'U.S.L. di Trapani e non ha oggi alcuna destinazione
d’uso.
L’ospedale nuovo “S. Antonio Abate” è
in via Cosenza 82, Contrada Casa Santa (foto).
In Sicilia,
ospedali degli Incurabili nel XVI secolo furono predisposti
in otto città, Palermo, Messina, Catania, Trapani, Alcamo,
Siracusa, Licata, Bivona. A Trapani un ospedale per malati
sifilitici (Ospedale degli Incurabili) fu istituito nel 1541
in occasione del ritorno nell’isola delle truppe
siculo-spagnole dalla sfortunata spedizione ad Algeri. Già
al tempo della precedente spedizione di Carlo V a Tunisi si
era avvertita l’esigenza di dare soccorso ai molti soldati
ammalati di passaggio in Sicilia. Nelle fila di quell’esercito
i militari contagiati dalla sifilide erano, infatti,
numerosi. L’ospedale era amministrato dal Senato della
città. Oltre all’ospedale “S. Antonio”, detto il Grande, fu
individuato un altro luogo presso la chiesa del Purgatorio e
la strada del Cassaretto per il ricovero di quei malati
curati con l’unguento mercuriale (preparato al mortaio con
mercurio metallico, sugna di maiale, triaca, gomma, incenso
e bianchetto, olio di coccio di lauro) proprio l’ospedale
“S. Sebastiano”, la cui storia, come ospedale sifilocomio, è
durata oltre due secoli. All’inizio possedeva due cameroni,
uno per gli uomini ed una separato per le donne, era dotato
di stufe mercuriali distinte e retto da un economo nominato
dal Senato cittadino. Esso divenne successivamente ospedale
militare e, nel 1860, fu trasformato in infermeria di
presidio. |
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Il
lazzaretto fu realizzato agli inizi del XIX secolo per
iniziativa del tenente generale Giovan Battista Fardella. La
costruzione nell’isola di Sant’Antonio risale al 1838 (arch.
Gentile), subito dopo l’epidemia di colera dell’anno prima.
L’isola del lazzaretto fu utilizzata in occasione delle
altre epidemie di colera del 1854 e del 1867. Nel 1885 il
lazzaretto cessò la sua attività di contumacia. Oggi è sede
della sezione locale della Lega Navale Italiana (foto).
(Giannitrapani G., Storia degli
ospedali di Trapani, Boll. Med. Trapani, gennaio 1936)
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Ex ospedale "S. Antonio Abate" |