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Nel 1374, il vescovo mons. Eneco
Alemannia promosse la fusione di tutti i piccoli ospedali
cittadini in un unico ospedale per gli uomini detto di Santa
Maria della Pietà, amministrativamente retto dal Senato
cittadino. Nel 1555 fu fondato un piccolo ospedale per le
donne, detto di Santa Caterina e Santa Lucia. I due ospedali
furono affidati ai Fatebenefratelli provenienti da Messina
nel 1591, sempre sotto il controllo amministrativo del
Senato che doveva provvedere ai salari ed onorari per il
medico, il chirurgo, il barbiere, la lavandaia, il notaro,
l’aromataro, e la struttura prese il nome di “Ospedale di S.
Giovanni di Dio”. Inoltre, un Ospedale degli Incurabili fu
eretto dallo stesso Senato nel 1555, sotto la protezione di
Santa Lucia. Nel primo Ottocento, fu aperto invece un
ospedale per meretrici, lontano da quello delle donne.
Dopo il 1869, gli ammalati furono
ospitati nell’edificio dell’ospedale militare del convento
delle suore Teresiane, accanto alla chiesa di Santa Teresa (XVIII
sec.), sul Lungomare di Ortigia, angolo via Santa Teresa (ex
via Ospedale). Di fronte al lato meridionale del complesso
esiste una traversina chiamata Rua Esculapio. Negli anni ’20
del secolo scorso, il convento-ospedale fu convertito in
sede del Distretto militare e quindi abbandonato negli anni
’50.
Nel 1876 l’ospedale si spostò in un
orfanotrofio, sempre in Ortigia, nel convento affidato alle
suore ospedaliere di carità della Misericordia e della Santa
Croce di Via delle Vergini, dietro la chiesa di Montevergine
(1625), con ingresso in piazzetta San Rocco (le stesse suore
prestavano servizio come infermiere nell’ospedale),
rimanendovi e formando il nucleo dell’ospedale civico.
Successivamente la nuova struttura ospedaliera prese il nome
di “Umberto I”.
L’ospedale dei Fatebenefratelli, con
annessi l’aromataria, la chiesa della Madonna di Loreto o
della Visitazione e il convento (2 religiosi e 20 posti
letto nel 1833) in piazza Duomo, fu raso al suolo nel 1882
per costruirvi al suo posto il palazzo del Museo
Archeologico Regionale, oggi occupato dalla Soprintendenza
ai Beni Culturali.
Il nuovo “Umberto I”, fuori Ortigia, è
sorto negli anni ’50 (primo monoblocco attivato nel 1953),
con successivi potenziamenti (1971, secondo monoblocco;
1977, terzo monoblocco) fino ai nostri giorni. L’Azienda
Ospedaliera odierna si compone di due ospedali: l’Ospedale
"Umberto I" e l’Ospedale "A. Rizza".
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