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Nel 1490 fu fondato l’Ospedale di San
Calogero e di S. Maria degli Angeli, nel quartiere Monte.
Nel 1494 l’ospedale venne trasferito presso la Porta delle
Scattiola e nel 1600 si ebbe un nuovo trasferimento nel
complesso edilizio della chiesa di S. Spirito; l’ospedale
prese il nome di S. Calogero e S. Spirito (il sac. Russotto
cita un ospedale di San Giacomo, già presente nel
Quattrocento, sottoposto al Priorato di San Giacomo d’Altopasso,
attiguo alla chiesa di S. Spirito). Nel 1679 il complesso,
con le relative rendite, fu ceduto ai Fatebenefratelli che
lo ristrutturarono e ingrandirono, ridenominandolo Ospedale
di S. Tommaso. I frati si obbligavano alla cura degli
esposti alla ruota ed alla cura delle donne per i quali
ricevevano un pagamento dai giurati locali di cento onze
annue Essi dovevano provvedere al salario del medico, del
chirurgo, della lavandaia, del barbiere, dell’aromatario,
del notaro. Nel 1833 era presente un solo religioso in una
struttura che conteneva 8 posti letto.
Nel 1771, il chierico Michele Chiello
fondò un nuovo ospedale, legando varie rendite, pari a
ducati 486, al precario convento-ospedale. L’opera pia, pur
avendo sede nello stesso stabile dei Fatebenefratelli, aveva
una distinta amministrazione ed era governata dal principe
Starrabba di Giardinelli. Col tempo i malati furono quasi
tutti mantenuti con la rendita Chiello. Nel 1840 (4 letti
per gli uomini, 2 letti per le donne in un locale fuori
dalla porta del convento dove era stata fissata anche la
ruota di legno per gli esposti con la sua campanella)
l’unico frate rimasto ebbe solo il servizio ospedaliero, non
potendo più amministrare le rendite ormai nulle. Il
convento-ospedale di S. Giovanni di Dio è esistito fino al
1859.
Dopo il 1866, fu acquisito l’attiguo
convento trecentesco di S. Francesco che divenne la sede dei
due ospedali riuniti sotto il titolo di Ospedale M. Chiello
e Vespasiano Trigona. Il vecchio edificio conventuale,
semidistrutto, fu venduto alla Curia vescovile. Alla fine
dell’800, l’ospedale fu arricchito di nuovi padiglioni per
uomini e per donne e negli anni Cinquanta del ‘900 fu
recuperata l’area dell’antico ospedale di S. Giovanni di
Dio, costruendovi altri padiglioni. L’amministrazione non
era soggetta alla Congregazione di Carità.
L’ospedale moderno “M.
Chiello” è in contrada Bellia. |

Ex ospedale “Michele Chiello" - foto d'epoca |