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Le
antiche “officine” dell’ospedale furono fondate nel 1629;
donna Giovanna d’Austria, sposa del principe Francesco
Branciforte e signora di Militello, poco prima di morire
(1630) stabilì un lascito perpetuo per l’ospedale retto dai
Fatebenefratelli di San Giovanni di Dio presso il loro
convento ed i locali, con infermeria, cucina e dispensa, a
due piani posti affianco alla chiesa di Sant’Antonio Abate,
erano funzionanti come struttura assistenziale fino al secondo
Ottocento. Per tutto il Seicento ed il Settecento, il
governatore ed i consultori dell’ospedale, uno o due medici
ed altrettanti chirurghi erano nominati dal Consiglio civico militellese che li stipendiava.
L’ospedale fu attivo
fino al 1693, quando fu distrutto dal terribile terremoto
dello stesso anno. Nel 1721 fu ricostruito insieme al
convento ed alla chiesa di Sant’Antonio Abate. Nel 1787
erano presenti due religiosi che, in una sola stanza,
accudivano quattro ammalati. La chiesa di
Sant’Antonio
Abate, quasi limitante con
il lato destro del Santuario di Santa Maria La Stella allora
costruito, fu demolita nel 1929, e nella sua area fu
costruita una canonica. Dell’antico ospedale, adibito a
scuola, oggi resta soltanto un architrave con lo stemma dei Fatebenefratelli.
L’Ospedale odierno “Mario Basso Ragusa” è in viale Regina
Margherita 25; l’ingresso antico è invece in fondo alla via
San Francesco di Paola.
Nel testamento olografo del 6 ottobre 1908, Mario Basso La
Bianca (Militello 1844 - 1910), disponendo del suo
patrimonio, istituiva e nominava l’ospedale suo erede
universale, inserendosi così nel solco tracciato da
benefattori di più antico lignaggio, esponenti di quella
borghesia illuminata che aveva deciso di patrocinare e
finanziare opere pie ed istituzioni filantropiche. Mario
Basso Ragusa (che secondo l'uso dell'epoca associò al
proprio cognome quello della madre Agrippina Ragusa) precisò
che “detto Ospedale porterà il mio nome, che sarà
amministrato da tre individui: il parroco del tempo della
mia parrocchia di San Nicolò, il sindaco del tempo del mio
paese ed il pretore del tempo, (che) a turno funzioneranno
da presidenti per un biennio", puntualizzando infine
che, donando e legando alla moglie "come legittima e come
mia gratitudine per le sue premure (e) cure, l'intiero
usufrutto di tutto il mio avere (...) l'Ospedale sarà
impiantato e funzionerà un'ora dopo la morte di mia moglie”.
Non contento di ciò, Mario Basso riuscì a coinvolgere
nell’opera anche il fratello Giovanni (1840-1917).
Nel 1917, con testamento pubblico, Giovanni Basso Ragusa,
seguendo le orme del fratello, istituiva e nominava eredi
universali del proprio “patrimonio immobiliare urbano e
rusticano, senza eccezione alcuna: nel mero usufrutto
l'affettuosa mia cognata signora Assunta Denaro fu Antonino,
vedova di mio fratello Mario, sua vita naturale durante… e
nella nuda proprietà da consolidarsi all'usufrutto, seguita
la morte naturale della predetta signora Denaro, l'ospedale
di Militello V.C. fondato da mio fratello Mario Basso Ragusa”.
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Ospedale "Mario Basso Ragusa" |
(Francesco Benigno, a cura di,
Tra memoria e storia. Ricerche su di una comunità siciliana:
Militello in Val di Catania,
Giuseppe Maimone Editore, Catania, 1996).
(Sebastiano Di Fazio, Frammenti 2, Cronache e storie
militelliane d’altri tempi, Edizioni dell’Assessorato
alla Cultura del Comune di Militello, 2005).
(Mario Ventura, L’Ospedale dei Benfratelli a Militello.
In: Vita Ospedaliera, XXII, n° 3, marzo 1967).
(Scheda biografica su Mario Basso-Ragusa, tratta dal
sito www.militello.info,
voce: "Personaggi" in home page, a cura di Pio Salvatore
Basso). |