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Ospedale
degli uomini “Spirito Santo”
Collegato alla Chiesa di San Pietro presso le mura esisteva
uno “spedale d’infermi d’ambo i sessi” cui era annesso un
asilo per trovatelli (1558).
Assieme al loro convento, nel 1590 l’ospedale dedicato agli
uomini, fu separato e assegnato con dote ai Padri
Fatebenefratelli di San Giovanni di Dio, chiamati dal Senato
calatino. I padri intitolarono il nuovo ospedale allo
Spirito Santo. Nel 1685 l’ospedale, sostenuto economicamente
dal Comune, aveva 16 letti per i pazienti assistiti da dieci
religiosi. Cento anni dopo (1787) i posti letto erano dieci
ed i religiosi erano ridotti a 6. La struttura ospedaliera,
al di là del ponte S. Francesco e di fronte all’attuale
chiesa di Sant’Agata, possedeva una ricca farmacia. Fu
distrutto durante il terremoto del 1693 e ricostruito in
maniera più moderna. La Chiesa dello Spirito Santo, insieme
al convento e all’ospedale, nel 1872, per interessi pubblici
e privati, vennero abbattuti.
Ospedale
delle donne “Maria Ss. Addolorata”
Il reparto delle donne e l’annesso reparto
dell’Amministrazione del ”Monte dei Proietti”, rimasto nel
vecchio ospedale del quartiere San Pietro, in un primo tempo
cessarono per decadenza la loro attività (1795). Grazie ad
una rendita comunale, insieme all’Ospizio dei trovatelli,
l’ospedale delle donne risorse nel 1799, in una casa
successivamente ingrandita (1840-1851), in prossimità della
basilica di San Giorgio, sull’attuale via Sturzo. La
fondazione ospedaliera, con 40 posti letto, era sotto il
titolo di Maria Ss. Addolorata, e nel 1856 fu ristrutturata
ed arricchita di un nuovo prospetto. Alcuni mesi dopo
l’epidemia di colera del 1867, ed in seguito alla legge di
soppressione degli Enti morali e religiosi del 1866 (dei
venti ospedali siciliani retti dai Fatebenefratelli solo in
quelli di Caltagirone, Militello, Troina e Siracusa il padre
Priore rimase a sorvegliare i servizi ospedalieri), i due
ospedali furono accorpati dalla Congregazione di Carità in
un’unica struttura e trasferiti nei locali ristrutturati del
ex convento dei Minimi di San Francesco di Paola.
Ospedale
civico Umberto I (1869-1973)
Nel 1869, alla nuova struttura ospedaliera nell’ex convento
dei Padri Minimi fu dato il nome di Ospedale "Umberto I".
Semidistrutto durante la seconda guerra mondiale, fu
ricostruito e ristrutturato su tre piani con funzioni
circoscrizionali (foto).
Medici
illustri calatini (3)
Burgio
Giovanni (1435-1469)
Arcolaci Stefano (fine ‘500)
Trabucco Mario (‘600)
Boscarelli Giovanni Leonardo (….-1626)
Polizzi Antonio (‘600)
Barbadoro Andrea (1599-1676)
Scalmato Giovanni Giacomo ('600)
Boscarelli Saverio (’600)
Boscarelli Antonio (‘600)
Crescimone Biagio (….-1852)
Gerbino Alessio (…-1884)
Di Martino Giuseppe (1799-1884)
Vaccaro Giuseppe (….-1889)
Boscarelli Luigi
Manca Eugenio (1833-1898)
Clementi Gesualdo (1848-1931)

Nuovo ospedale "C. Gravina". |

Vecchio ospedale cinquecentesco - stampa

Vecchio ospedale Umberto I - foto d'epoca

Vecchio ospedale Umberto I

Ospedale delle Donne "Spirito Santo" |
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(Sinatra
Francesco, Umanità e solidarietà a Caltagirone,
Caltagirone 1997)
(Amore Mario, Storia dell’assistenza ospedaliera a
Caltagirone dal XVI al XXI secolo, Rivista di Storia
della Medicina, anno XIV, nuova serie XXXV, fasc.1-2, 2004,
pp.185-192)
(Russotto Gabriele, I Fatebenefratelli e l’ospedale dello
Spirito Santo di Caltagirone: note storiche, Varese
1938)
(Di Grande Francesco,
Caltagirone e sanità: un passato da scoprire, S. Di
Pasquale editore, Caltagirone 2007, pp. 80) |