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CALTANISSETTA 

Per almeno cento anni il nosocomio cittadino è stato il “Vittorio Emanuele II”, un ex convento dei Cappuccini edificato, tra il 1580 e il 1587, in fondo al viale Regina Margherita, un tempo contrada dei Pigni o “Strammella”. Quel complesso riadattato ad ospedale fu inaugurato il 14 marzo 1868, in occasione della ricorrenza del genetliaco del sovrano Vittorio Emanuele II e dell’erede al trono Umberto. La sua costruzione si deve alla generosità della duchessa di Montalto, donna Luisa De Luna e Vega (moglie di Cesare Moncada) e della principessa di Paternò, Maria D’Aragona. L’idea di fondare il nosocomio nisseno, sfruttando la struttura religiosa, venne dall’allora prefetto Achille Serpieri: siamo nel 1867 e in quell’anno a Caltanissetta esplose una violenta epidemia di colera che provocò centinaia di morti.


Ex ospedale pubblico sotto il nome "il Monte di Pietà" nell'ex convento dei Minori Riformati (1576)


Ex ospedale pubblico nel convento di San Francesco (1763)

Fino a quel tempo l’unico ospedale si trovava presso la vecchia chiesa di Sant’Antonio Abate, annessa al convento dei Minori Riformati (chiesa demolita nel 1916), dove si trova adesso collocato l’Ufficio Tecnico della Provincia (piazza Marconi): si chiamava Ospedale pubblico sotto il nome di “Monte di Pietà” e la sua costruzione risale al 1576, grazie alle munifiche elargizioni della famiglia Moncada. Se andiamo indietro nei secoli, notizie storiche riferiscono dell’ospedale “Fatebenefratelli” che doveva essere sito dietro la chiesa di San Domenico (anno 1583), mentre il primo nosocomio in città dovrebbe essere stato eretto nel 1199: si trattava dell’Ospedale dei Pellegrini, dall’ubicazione incerta. Nel tardo ‘500, secondo la tradizione, sorse la chiesa di San Sebastiano, come omaggio della popolazione al Santo per la liberazione dalla peste. Nel 1763, durante la carestia, il convento di San Francesco fu convertito in ricovero di mendicità e ospedale provvisorio.

Il 18 agosto 1868, con regio decreto, l’ospedale civile e militare "Vittorio Emanuele II" fu amministrato dalla Congregazione della Carità e, due anni dopo, il 13 marzo 1870, venne approvato lo Statuto organico che contava in tutto 12 articoli. Il nosocomio nisseno di viale Regina Margherita attivò, da subito, anche il ricovero dei malati cronici, degli infermi poveri e viandanti (Regolamento Opere Pie) essendo dotato di almeno 120 posti letto per un massimo di 50 degenze; il personale era formato da 15 unità, tra cui quattro medici e tre infermieri. Un’altra tabella organica del personale risale al 18 giugno 1897 e vi figura anche un farmacista; si legge, tra l’altro, che lo stipendio annuo di un medico era di 700 vecchie lire.

Durante l’epidemia di colera del 1885 il convento di Santa Flavia fu destinato a lazzaretto ed il casino di campagna dei Padri Gesuiti ad ospedale provvisorio. Agli inizi del 1900, quando era a capo della Congregazione della Carità l’avv. Pietro Guarino, successo nella carica al cav. Biagio Punturo, l’edificio, in ossequio ai regolamenti sanitari diramati dal Governo, venne, su progetto dell’ing. Pasquale Saetta, interamente ristrutturato: si decise così di demolire le celle dell’ex convento ed al loro posto si realizzò un nuovo ed ampio cortile. Il 19 maggio 1939, con l’emanazione di apposito decreto firmato congiuntamente dal re Vittorio Emanuele III e da Mussolini, la gestione dell’ex ospedale, dall’Ente comunale di assistenza, passò alle dipendenze di un’amministrazione autonoma (si rinnovava ogni quattro anni), composta da un presidente nominato dal Prefetto di Caltanissetta e da quattro membri.

Nel 1979, è stato completato il trasferimento dei reparti nell’attuale sede dell’ospedale che prende il nome dalla collinetta “Sant’Elia”. L’esigenza di creare a Caltanissetta una nuova struttura sanitaria si ebbe nel 1964 e, soltanto dopo lunga attesa (espropriazione dei terreni, approvazioni progetti, costruzione dell’edificio, collaudo arredi, attrezzature, etc.), ebbero inizio le opere. L’ospedale Sant’Elia rispose subito alle istanze della più moderna medicina e questo parallelamente all’attività del presidio sanitario “Dubini” che, situato a metà strada dal nosocomio nisseno, sul versante sud della collina Sant’Elia, in posizione congeniale quanto a soleggiamento e panoramicità, divenne un centro di cura per le malattie polmonari, con le sue due divisioni di pneumologia. Dal 1983 il nosocomio nisseno si identifica con la USL n. 16. Il “Dubini”, come anche l’ex ospedale “Castelnuovo” di Santa Caterina Villermosa, alla fine degli anni ’90, con l’avvento del processo di aziendalizzazione, finirono di funzionare ed i reparti furono trasferiti all’Azienda ospedaliera regionale Sant’Elia (foto).

 

(Giovanni Mulè Bertolo, Caltanissetta, nei tempi che furono e nei tempi che sono, Forni Editore Bologna, 1970, ristampa dell’edizione 1906).


Ingresso ex Convento dei Domenicani - ex Ospedale Fatebenefratelli
a sinistra della chiesa di San Domenico


Vecchio Ospedale Vittorio Emanuele II presso l'ex Convento dei Cappuccini


Ex ospedale "Dubini"

Ospedale Sant'Elia

 

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